martedì 19 novembre 2013

Kohèlet

Che ne sarà di me,
del mio vagare incerto in mezzo al mondo,
quando d'ogni mio grido
si sarà spenta l'eco,
quando di questo tempo
non resterà il ricordo di un momento...
mi perderò nel nulla,
ché tutto è spreco e compagnia di vento.

Di te che stai aspettando
al termine del treno
e che mi annienterai tra le tue braccia,
per ritornarmi un senso, come sempre,
per regalarmi ancora il tuo tormento,
del tuo infinito, del tuo smarrimento...
spreco soltanto, e compagnia di vento.

Stasera sarai là,
al termine del treno.
Ti abbraccerò,
ci abbracceremo in un istante lento.
Così vorrei ci sorprendesse il vento.


***

(questa poesia deve qualcosa a Erri De Luca)



venerdì 15 novembre 2013

Continuo a costruire

Continuo a costruire
senza fermarmi, senza mai fermarmi
e accumulo disordine e dolori
orgasmi e fallimenti
abbracci (quanti abbracci!) e sfinimenti
ma costruisco, senza mai fermarmi
senza osservare quanto ho costruito
senza voglia e speranza di lasciare
un seme che mi possa conservare
nel continuo fluire dell'eterno
senza illusioni lungo questo inverno
continuo a recitare
come un attore la sua pantomima
perché la morte, credo, arriva prima
non appena cominci a conservare.


martedì 12 novembre 2013

Sto sulla sedia

Mi chiedi come sto.
                              Sto come un uomo
ch'è padrone soltanto d'una sedia
e se la porta addosso
legata sulla schiena con lo spago
(una vecchia thonet di legno bianco
coi buchi nella paglia)
fin quando non è stanco.

Mi chiedi come sto.
                              Sto sulla sedia
con le braccia svuotate
e un incombente senso di tragedia.



mercoledì 18 settembre 2013

"Ospiti illustri" n° 15: Lucio Dalla

Lucio Dalla, da Dalla, 1980
CARA

***

Cosa ho davanti,
non riesco più a parlare,
dimmi cosa ti piace,
non riesco a capire
dove vorresti andare,
vuoi andare a dormire.

Quanti capelli che hai,
non si riesce a contarli...
sposta la bottiglia
e lasciami guardare
se di tanti capelli
ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni
e per i miei che sono cento,
non c'è niente da capire,
basta sedersi ed ascoltare.

Perché ho scritto una canzone
per ogni pentimento
e debbo stare attento
a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi
se mi vieni più vicino.

La notte ha il suo profumo
e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto,
che voleva prenderti per mano
e cascare dentro a un letto...
che pena, che nostalgia
non guardarti negli occhi
e dirti un'altra bugia.
Almeno non ti avessi incontrato:
io che qui sto morendo
e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento
e sembri una farfalla
e con quanto sentimento
ti blocchi e guardi la mia spalla,
se hai paura a andar lontano
puoi volarmi nella mano.
Ma so già cosa pensi,
tu vorresti partire,
come se andare lontano
fosse uguale a morire,
e non c'e' niente di strano
ma non posso venire.
Così come una farfalla
ti sei alzata per scappare,
ma ricorda che a quel muro
ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori
per provare anch'io a volare.
E la notte cominciava
a gelare la mia pelle,
una notte madre che cercava
di contare le sue stelle,
io li sotto ero uno sputo
e ho detto «olè, sono perduto!».

La notte sta morendo
ed e' cretino cercare
di fermare le lacrime ridendo,
ma per uno come me, l'ho gia detto,
che voleva prenderti per mano
e volare sopra un tetto...
Lontano si ferma un treno,
ma che bella mattina,
il cielo e' sereno.
Buonanotte, anima mia,
adesso spengo la luce
e così sia.



sabato 14 settembre 2013

Il groupio

Qualche tempo fa, nelle giornate spensierate passate a leggere le pagine di Vibrisse, avevo dimostrato tutta la mia scherzosa gelosia letteraria a una gentile lettrice, che proprio in quell'occasione dichiarava di essere la groupie del blogger. Il mio sonetto e l'intera vicenda si trovano qui

***

Passo di qui per caso, e cosa scorgo?
Un garrulo flirtare indecoroso
che mi provoca un fremito geloso
e mi trascina il cuore in un ingorgo.

"Quando ti leggo gongolo!" ...ed io insorgo!
"Ti tocca un bel sonetto!" ...e son furioso!!
"Giulio, ma il tuo sonetto è STREPITOSO!"
...e nei fumi dell'odio ormai m'ammorbo!!!

Donna crudele, che m'hai aperto il petto,
ne hai preso il cuore e l'hai gettato ai lupi,
m'abbandoni così, per un sonetto?

Pure, tra i miei pensieri foschi e cupi,
non mi risolvo a toglierti il mio affetto...
E' il mio destino: groupio di una groupie!

















martedì 10 settembre 2013

Senza titolo # 3

Abbi pietà di me, dolce ragazza,
e non mostrarmi più quel tuo sorriso,
ché non sopporto quando ti avvicini
con quel tuo corpo pieno di promesse,
quel tuo sguardo felice di trovarmi,
e mi accarezzi con le tue parole.
Non sopporto il piacere di ascoltarti,
l'orgoglio di vederti così bella
come se fossi mia,
non sopporto il respiro che mi manca
quando infine vai via.
Stasera sono fragile, mi vedi,
ma domani sarò di nuovo mio,
ché io non sono quello che tu credi...
e forse neanche quel che credo io.




sabato 7 settembre 2013

"Ospiti illustri" n° 14: Camillo Sbarbaro

Camillo Sbarbaro, da Rimanenze, 1955
ORA CHE SEI VENUTA

***

Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita
quasi folata in una stanza chiusa -
a festeggiarti, bene tanto atteso,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta.

Il pigolìo così che assorda il bosco
al nascere dell'alba, ammutolisce
quando sull'orizzonte balza il sole.

Ma te la mia inquietudine cercava
quando ragazzo
nella notte d'estate mi facevo
alla finestra come soffocato:
che non sapevo, m'affannava il cuore.
E tutte tue sono le parole
che, come l'acqua all'orlo che trabocca,
alla bocca venivano da sole,
l'ore deserte, quando s'avanzavan
puerilmente le mie labbra d'uomo
da sé, per desiderio di baciare...



venerdì 30 agosto 2013

Tango

E' mentre stringi gli occhi
e socchiudi le labbra, in quel momento
che non sai più se è dolce o se fa male,
è quando ti abbandoni alle mie braccia
mentre ti tengo stretto
con la schiena incollata contro il petto,
è quando ti contrai
e godi di un sospiro
che domani di nuovo negherai,
è in quel breve momento
che io amo il tuo corpo per intero,
senza riserve, senza sicurezze,
senza speranza, senza via d'uscita,
e stringo tra le dita
il sapore salato del tuo petto
per avere di te qualcosa ancora
quando, come ogni volta, te ne andrai
lasciandomi a pensare
che non ci sarà un sempre e neanche un mai.



domenica 11 agosto 2013

Spoon River # 5. Anonimo (un ragazzino)

Sono morto soltanto ieri sera,
non ho ancora una lapide ed un nome.
Ma un nome, in fondo, non ce l'ho mai avuto
e se l'ho avuto non me lo ricordo.
Però ricordo bene
che ho avuto una nomea
che mi ha guastato come un'infezione:
"Ragazzi, avete visto?
E' arrivato il ricchione!".

Che cosa importa se ti chiami Andrea
o Marco o Luca o un altro nome ancora
se a nessuno interessa quel che sei,
se gli basta sapere che sei gay?
Non ero solo quello.
Ero allegria, passione,
tristezza, solitudine, speranza,
e non ero diverso
da quelli che cercavo e che mi han perso.

Non ero coraggioso, quello no.
Ed anche ieri sera
mi mancava il coraggio
sul bordo del terrazzo.
Ma poi è stato più forte l'imbarazzo.



giovedì 8 agosto 2013

Beautiful day

Oggi Lisa ha parlato con sua madre,
Enrico si è fermato in piazza Duomo
a guardare una tipa che passava,
Eleonora ha scelto di tenerlo,
Gianni ha mandato Luca a fare in culo
e se n'è andato senza la valigia,
Martina si è guardata nello specchio
come se non l'avesse fatto ancora,
Mimmo si è arreso pure questa volta,
Tonino ci ha provato tutto il giorno
senza che rispondesse mai nessuno,
Antonella e Roberto hanno scopato
e questa sera lo faranno ancora,
Eleonora spera di riuscirci
e ha paura del tempo che l'aspetta,
Gianni è tornato a piangere da Luca,
Enrico ha fame e non si sa tenere,
Lisa si sente bene ed è felice
e non ha più paura di nessuno,
Martina non lo sa se avrà il coraggio
ma domani si vestirà di bianco,
Mimmo si sente stanco,
Tonino sta parlando, finalmente.

Oggi mi sento vivo
ed è da tanto che non succedeva.