Catullo, Carmina, V
traduzione di Attanasio Grunto
***
Viviamo, Lesbia mia, ed amiamo,
e i brontolii dei vecchi troppo seri
valutiamoli meno di una lira!
Il sole che tramonta può tornare,
ma noi, spenta la nostra breve luce,
dormiremo una sola notte eterna.
Donami mille baci, e dopo cento,
poi altri mille, e poi ancora cento,
poi mille altri ancora, e ancora cento.
E poi, quando saranno ormai migliaia,
li mischieremo e perderemo il conto,
ché mai maligno ci possa invidiare
sapendo quanti sono i nostri baci.
mercoledì 1 febbraio 2012
domenica 15 gennaio 2012
Alla mostra di Artemisia
- A ben guardare questi secenteschi
narrano storie che direi... moderne:
dalle chiese si passa alle taverne
e i personaggi sono romanzeschi!
Prenda quest'Artemisia Gentileschi:
nel buio appena rotto da lanterne
Giuditta ti decapita Oloferne
con gesti che direi... granguignoleschi!
Ma si tratta di santa o peccatrice?
Credo che proprio questo sia il quesito!
E lei, Mariuccia cara, che ne dice?
- Santa senz'altro! - E come l'ha capito?
- Perché il suo gesto ha forza ispiratrice:
vorrei provarci anch'io con mio marito!
narrano storie che direi... moderne:
dalle chiese si passa alle taverne
e i personaggi sono romanzeschi!
Prenda quest'Artemisia Gentileschi:
nel buio appena rotto da lanterne
Giuditta ti decapita Oloferne
con gesti che direi... granguignoleschi!
Ma si tratta di santa o peccatrice?
Credo che proprio questo sia il quesito!
E lei, Mariuccia cara, che ne dice?
- Santa senz'altro! - E come l'ha capito?
- Perché il suo gesto ha forza ispiratrice:
vorrei provarci anch'io con mio marito!
martedì 10 gennaio 2012
Sonetto carducciano
T'amo, pio Bruno, e mite un sentimento
riconoscente m'entra dentro il core
per te, che sei il mio unico lettore
e m'hai lasciato l'unico commento.
Perché, sebben non abbia intendimento
d'ottener da' miei scritti gloria e onore,
pur vive in me la speme d'ogni autore
che se sa d'esser letto è assai contento!
Per questo t'amo, pur se figurato
intender devi il sentimento mio:
il primo verso, infatti, l'ho copiato; (*)
anche perché, per quel che ne so io,
tu sei gentile, in gamba e preparato,
ma cosa vuoi che sappia se sei pio!?
***
(*) Giosuè Carducci, Il bove.
riconoscente m'entra dentro il core
per te, che sei il mio unico lettore
e m'hai lasciato l'unico commento.
Perché, sebben non abbia intendimento
d'ottener da' miei scritti gloria e onore,
pur vive in me la speme d'ogni autore
che se sa d'esser letto è assai contento!
Per questo t'amo, pur se figurato
intender devi il sentimento mio:
il primo verso, infatti, l'ho copiato; (*)
anche perché, per quel che ne so io,
tu sei gentile, in gamba e preparato,
ma cosa vuoi che sappia se sei pio!?
***
(*) Giosuè Carducci, Il bove.
sabato 7 gennaio 2012
Sonetto manierista
Tu ch'ogni tanto veni a consolarmi
de la mia solitudine petrosa
e ti disponi a darmi quella cosa
che da l'affanno mio sa liberarmi,
tu ch'ogni volta poi non sai parlarmi
e preda di quell'ansia rovinosa
ch'io t'ho passato insieme a l'altra cosa
raccolti i panni fremi per lasciarmi,
tu non sai che con tal comportamento
mi versi in core nettare e veleno,
ché il tuo lasciarmi aumenta il mio tormento
ma il ricordarmi del tuo corpo pieno
che si piega e si da' a mio piacimento
placa l'anima mia e mi fa sereno.
de la mia solitudine petrosa
e ti disponi a darmi quella cosa
che da l'affanno mio sa liberarmi,
tu ch'ogni volta poi non sai parlarmi
e preda di quell'ansia rovinosa
ch'io t'ho passato insieme a l'altra cosa
raccolti i panni fremi per lasciarmi,
tu non sai che con tal comportamento
mi versi in core nettare e veleno,
ché il tuo lasciarmi aumenta il mio tormento
ma il ricordarmi del tuo corpo pieno
che si piega e si da' a mio piacimento
placa l'anima mia e mi fa sereno.
mercoledì 4 gennaio 2012
"Ospiti illustri" n° 1: Saffo
Saffo, fr. 31 V
traduzione di Attanasio Grunto
***
Mi appare come simile agli dei
l'uomo che a te di fronte
siede ed ascolta standoti vicino
le tue dolci parole
e il tuo amabile riso. Tutto questo
mi fa esplodere il cuore dentro al petto,
ché appena io ti vedo, d'improvviso
non mi è più consentito dire nulla
poiché la lingua mi si paralizza
mentre un fuoco sottile
mi scorre insinuante sulla pelle,
mi si appannano gli occhi
ed un ronzio riempie le mie orecchie,
il sudore mi bagna ed un tremore
mi prende tutta, e verde più dell'erba
divento, ed a me stessa
sembra ch'io ormai sia prossima a morire.
Ma tutto si sopporta...
traduzione di Attanasio Grunto
***
Mi appare come simile agli dei
l'uomo che a te di fronte
siede ed ascolta standoti vicino
le tue dolci parole
e il tuo amabile riso. Tutto questo
mi fa esplodere il cuore dentro al petto,
ché appena io ti vedo, d'improvviso
non mi è più consentito dire nulla
poiché la lingua mi si paralizza
mentre un fuoco sottile
mi scorre insinuante sulla pelle,
mi si appannano gli occhi
ed un ronzio riempie le mie orecchie,
il sudore mi bagna ed un tremore
mi prende tutta, e verde più dell'erba
divento, ed a me stessa
sembra ch'io ormai sia prossima a morire.
Ma tutto si sopporta...
lunedì 26 dicembre 2011
Stasera
Stasera non mi dare le parole
calmami col tuo corpo
scaldami col tuo fiato
intreccia le tue dita con le mie
rallenta il tempo, svelami il silenzio
e portami nel centro del tuo mondo
stringiti alle mie spalle e non lasciarmi
e muori accanto a me, e fai ch'io muoia...
Sorgerà il sole, e allora
potremo dirci che ci amiamo ancora.
calmami col tuo corpo
scaldami col tuo fiato
intreccia le tue dita con le mie
rallenta il tempo, svelami il silenzio
e portami nel centro del tuo mondo
stringiti alle mie spalle e non lasciarmi
e muori accanto a me, e fai ch'io muoia...
Sorgerà il sole, e allora
potremo dirci che ci amiamo ancora.
sabato 24 dicembre 2011
Il regalo di natale
Quest'anno il mio regalo di natale
è stata un'influenza
con una settimana di degenza.
Sembrerà surreale
ma quel che mi appariva un contrattempo
si è rivelato invece un grande dono
che mi ha reso padrone del mio tempo.
Trascorsi i primi giorni
tra febbre, tosse, sonno e raffreddore
ho potuto passare molte ore
disteso sul divano in compagnia
della mia cara amica Nostalgia.
Insieme a lei ho riletto alcuni brani,
con il suo aiuto ho scritto alcune
cose,
e in quello stato misto
- mezzo cosciente e mezzo addormentato
-
ho riscoperto cose del passato.
Ad esempio ho rivisto
lo sceneggiato Rai del sessantotto,
quello in cui si racconta l'epopea
di un intrepido e astuto giovanotto,
con Bekim Fehmiu che girava biotto
ovunque lo portasse la marea...
otto puntate intere di Odissea!
Ma non è tutto: ho anche riascoltato
le musiche di quand'ero marmocchio
e che da tanto non sentivo più:
la colonna sonora di Pinocchio,
Dalla, Battisti, Nuntereggae più,
e quelle che cantava mio papà,
Re di denari e Ma che freddo
fa.
Ho davvero gradito questi doni
che hanno una consistenza immateriale
ma che arrivano quasi a farmi male
tanta è l'intensità delle emozioni!
Che bello se sapessimo trovare
il modo di donare sensazioni,
se ognuno dei pacchetti di natale
contenesse un diverso sentimento,
un bacio, una parola, dell'affetto...
In fondo chi l'ha detto che un regalo
debba per forza essere un oggetto,
che un gesto, un tocco, un detto
non risulti un pensiero più gradito?
Ho trovato in un sito (*)
un elenco di doni suggeriti:
una giornata spesa a dare baci,
la lettura dei brani preferiti,
sentirgli dire del perché gli piaci
e dirgli tutto quello che vuoi dire,
formulare domande pertinenti
e ascoltar ben attento la risposta,
fargli avere (per posta?)
un elenco esaustivo dei suoi pregi
(non importa se in ordine o a
casaccio),
stringersi in un abbraccio,
passare alcune ore in compagnia
di persone simpatiche ed amate,
farsi tante risate...
I regali più belli
tutto sommato sono sempre quelli.(*) nel blog di Paolo,
martedì 20 dicembre 2011
Il mio amico romano
-
Pronto, sei tu? - So' io. - Ma qual buon vento!?!
Sei
a Milano? - Si, ma de straforo...
so'
qua da stamattina per lavoro
e
ho il treno che me parte tra un momento.
- E
come stai? È un po' che non ti sento...
-
So' stanco! Oggi, finito il concistoro,
i
colleghi de qua (mortacci loro!)
ci
han portati al museo del Novecento.
-
Ma dai! E t'è piaciuto? - Non è male...
No,
senti, so' sincero: in quei stanzoni
me
sembravo Albertone alla Biennale!
Tolti
Pellizza e il bronzo de Boccioni,
il
resto... che voi fa'... sarò brutale,
ma
me so' fatto proprio du' cojoni!!
mercoledì 14 dicembre 2011
Dietro il sipario di portoni aperti
Ok, argomento chiuso.
Ho smesso di pensarti.
O forse dovrei dire 'immaginarti'...
Ho smesso di guadarti e di toccarti,
di ridere con te, di raccontarti,
di ascoltarti il respiro mentre dormi,
mentre mi stringi piano
per non cadere giù dal mio divano...
Ho smesso di provare quelle cose
che insieme non abbiamo mai provato.
Basta. Finito. Smesso. Ti ho archiviato
tra le cose intraviste solamente
e subito perdute,
come certi profumi
che arrivano dai vasi dei terrazzi,
come i cortili antichi dei palazzi
che si mostrano un attimo soltanto
dietro il sipario di portoni aperti
e subito richiusi.
Forse ci siamo illusi
mentre ci guardavamo quella sera,
ognuno con la nostra vita vera,
coi nostri amori e con i nostri guai... (*)
Rimpiango solo ormai di non sapere
quel che non saprò mai:
s'ero da solo o se eravamo in due,
se mi ero illuso o ci eravamo illusi...
perché non penso più di rivederti,
giacché purtroppo quei portoni aperti
si sono già richiusi.
(*) si chiama mamihlapinatapai.
Ho smesso di pensarti.
O forse dovrei dire 'immaginarti'...
Ho smesso di guadarti e di toccarti,
di ridere con te, di raccontarti,
di ascoltarti il respiro mentre dormi,
mentre mi stringi piano
per non cadere giù dal mio divano...
Ho smesso di provare quelle cose
che insieme non abbiamo mai provato.
Basta. Finito. Smesso. Ti ho archiviato
tra le cose intraviste solamente
e subito perdute,
come certi profumi
che arrivano dai vasi dei terrazzi,
come i cortili antichi dei palazzi
che si mostrano un attimo soltanto
dietro il sipario di portoni aperti
e subito richiusi.
Forse ci siamo illusi
mentre ci guardavamo quella sera,
ognuno con la nostra vita vera,
coi nostri amori e con i nostri guai... (*)
Rimpiango solo ormai di non sapere
quel che non saprò mai:
s'ero da solo o se eravamo in due,
se mi ero illuso o ci eravamo illusi...
perché non penso più di rivederti,
giacché purtroppo quei portoni aperti
si sono già richiusi.
***
(*) si chiama mamihlapinatapai.
giovedì 8 dicembre 2011
Ancora due minuti
Ancora due minuti e mi addormento.
Il sonno si avvicina. Già lo sento
che mi poggia la mano sopra gli occhi,
mentre in questo silenzio
le lancette di un piccolo orologio
suonano come fossero rintocchi.
Mi resta giusto il tempo
di concentrarmi un poco sul tuo viso.
... pensa se il tuo sorriso
fosse a un passo da me, se la tua mano
si avvicinasse a carezzarmi gli occhi ...
Svaniscono i rintocchi
mentre mi vince il sonno sul divano.
Il sonno si avvicina. Già lo sento
che mi poggia la mano sopra gli occhi,
mentre in questo silenzio
le lancette di un piccolo orologio
suonano come fossero rintocchi.
Mi resta giusto il tempo
di concentrarmi un poco sul tuo viso.
... pensa se il tuo sorriso
fosse a un passo da me, se la tua mano
si avvicinasse a carezzarmi gli occhi ...
Svaniscono i rintocchi
mentre mi vince il sonno sul divano.
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