Amore, c'è una cosa
che non ti ho ancora detto e voglio dirti.
Nel sonno, questa notte,
ho sentito il tuo odore sulle dita,
così ho allungato il braccio per cercarti
e tu però non c'eri
visto che dormi ormai in un'altra stanza
a ore, giorni e mesi di distanza.
Ecco, devi sapere
che non sopporto più la tua mancanza,
e specie quando dormo
è proprio allora che vorrei sentirti,
e invece resto solo dentro al letto
coi piedi freddi e con il cuore pesto.
Però non era questo
quel che volevo dirti e non ti ho detto.
sabato 31 marzo 2012
domenica 25 marzo 2012
Gli orti
Dal treno guardo gli orti
che si addossano a questa ferrovia.
Alcuni sono grandi e regolari,
ma i più sono triangoli un po' storti
pieni di canne, plastica e lamiere.
Assomigliano un poco
a chi gli da' da bere.
Io sono come un orto
disordinato, malandato e storto.
Un orto un po' pietroso,
mai troppo coltivato,
selvatico ed un po' dimenticato.
Ma dentro le mie zolle
dormono tutti i semi che mi hai dato
e quando mi disseti
sbocciano i nostri fiori più segreti.
che si addossano a questa ferrovia.
Alcuni sono grandi e regolari,
ma i più sono triangoli un po' storti
pieni di canne, plastica e lamiere.
Assomigliano un poco
a chi gli da' da bere.
Io sono come un orto
disordinato, malandato e storto.
Un orto un po' pietroso,
mai troppo coltivato,
selvatico ed un po' dimenticato.
Ma dentro le mie zolle
dormono tutti i semi che mi hai dato
e quando mi disseti
sbocciano i nostri fiori più segreti.
martedì 20 marzo 2012
Divano e poltrona
Io sono sul divano
tu sei sulla poltrona
sento il ronzio del frigo
fuori qualcuno suona
non diciamo parole
nemmeno ci guardiamo
io samsung, tu toshiba
entrambi lavoriamo
poi un attimo ti guardo
ma tu non ci fai caso
e leggi quel che hai scritto
mentre ti gratti il naso
poi ti aggiusti gli occhiali
e ti accarezzi il mento
i tuoi gesti usuali
io proprio in quel momento
mi sento che ti amo
non è così lontano
questo divano dalla tua poltrona
ti tocco con un piede
fuori qualcuno suona.
giovedì 1 marzo 2012
"Ospiti illustri" n 3: Robert Frost
Robert Frost, Nothing gold can stay
traduzione di Attanasio Grunto
***
NESSUN ORO RIMANE
Nella natura è d'oro il primo verde,
ma è difficile coglierne il colore.
La prima foglia è un fiore
che dura solo un'ora, poi si perde.
Ed è così che a foglia segue foglia,
così che l'Eden cadde nella doglia,
che l'alba muore dentro il giorno immane.
Nessun oro rimane.
traduzione di Attanasio Grunto
***
NESSUN ORO RIMANE
Nella natura è d'oro il primo verde,
ma è difficile coglierne il colore.
La prima foglia è un fiore
che dura solo un'ora, poi si perde.
Ed è così che a foglia segue foglia,
così che l'Eden cadde nella doglia,
che l'alba muore dentro il giorno immane.
Nessun oro rimane.
mercoledì 1 febbraio 2012
"Ospiti illustri" n° 2: Catullo
Catullo, Carmina, V
traduzione di Attanasio Grunto
***
Viviamo, Lesbia mia, ed amiamo,
e i brontolii dei vecchi troppo seri
valutiamoli meno di una lira!
Il sole che tramonta può tornare,
ma noi, spenta la nostra breve luce,
dormiremo una sola notte eterna.
Donami mille baci, e dopo cento,
poi altri mille, e poi ancora cento,
poi mille altri ancora, e ancora cento.
E poi, quando saranno ormai migliaia,
li mischieremo e perderemo il conto,
ché mai maligno ci possa invidiare
sapendo quanti sono i nostri baci.
traduzione di Attanasio Grunto
***
Viviamo, Lesbia mia, ed amiamo,
e i brontolii dei vecchi troppo seri
valutiamoli meno di una lira!
Il sole che tramonta può tornare,
ma noi, spenta la nostra breve luce,
dormiremo una sola notte eterna.
Donami mille baci, e dopo cento,
poi altri mille, e poi ancora cento,
poi mille altri ancora, e ancora cento.
E poi, quando saranno ormai migliaia,
li mischieremo e perderemo il conto,
ché mai maligno ci possa invidiare
sapendo quanti sono i nostri baci.
domenica 15 gennaio 2012
Alla mostra di Artemisia
- A ben guardare questi secenteschi
narrano storie che direi... moderne:
dalle chiese si passa alle taverne
e i personaggi sono romanzeschi!
Prenda quest'Artemisia Gentileschi:
nel buio appena rotto da lanterne
Giuditta ti decapita Oloferne
con gesti che direi... granguignoleschi!
Ma si tratta di santa o peccatrice?
Credo che proprio questo sia il quesito!
E lei, Mariuccia cara, che ne dice?
- Santa senz'altro! - E come l'ha capito?
- Perché il suo gesto ha forza ispiratrice:
vorrei provarci anch'io con mio marito!
narrano storie che direi... moderne:
dalle chiese si passa alle taverne
e i personaggi sono romanzeschi!
Prenda quest'Artemisia Gentileschi:
nel buio appena rotto da lanterne
Giuditta ti decapita Oloferne
con gesti che direi... granguignoleschi!
Ma si tratta di santa o peccatrice?
Credo che proprio questo sia il quesito!
E lei, Mariuccia cara, che ne dice?
- Santa senz'altro! - E come l'ha capito?
- Perché il suo gesto ha forza ispiratrice:
vorrei provarci anch'io con mio marito!
martedì 10 gennaio 2012
Sonetto carducciano
T'amo, pio Bruno, e mite un sentimento
riconoscente m'entra dentro il core
per te, che sei il mio unico lettore
e m'hai lasciato l'unico commento.
Perché, sebben non abbia intendimento
d'ottener da' miei scritti gloria e onore,
pur vive in me la speme d'ogni autore
che se sa d'esser letto è assai contento!
Per questo t'amo, pur se figurato
intender devi il sentimento mio:
il primo verso, infatti, l'ho copiato; (*)
anche perché, per quel che ne so io,
tu sei gentile, in gamba e preparato,
ma cosa vuoi che sappia se sei pio!?
***
(*) Giosuè Carducci, Il bove.
riconoscente m'entra dentro il core
per te, che sei il mio unico lettore
e m'hai lasciato l'unico commento.
Perché, sebben non abbia intendimento
d'ottener da' miei scritti gloria e onore,
pur vive in me la speme d'ogni autore
che se sa d'esser letto è assai contento!
Per questo t'amo, pur se figurato
intender devi il sentimento mio:
il primo verso, infatti, l'ho copiato; (*)
anche perché, per quel che ne so io,
tu sei gentile, in gamba e preparato,
ma cosa vuoi che sappia se sei pio!?
***
(*) Giosuè Carducci, Il bove.
sabato 7 gennaio 2012
Sonetto manierista
Tu ch'ogni tanto veni a consolarmi
de la mia solitudine petrosa
e ti disponi a darmi quella cosa
che da l'affanno mio sa liberarmi,
tu ch'ogni volta poi non sai parlarmi
e preda di quell'ansia rovinosa
ch'io t'ho passato insieme a l'altra cosa
raccolti i panni fremi per lasciarmi,
tu non sai che con tal comportamento
mi versi in core nettare e veleno,
ché il tuo lasciarmi aumenta il mio tormento
ma il ricordarmi del tuo corpo pieno
che si piega e si da' a mio piacimento
placa l'anima mia e mi fa sereno.
de la mia solitudine petrosa
e ti disponi a darmi quella cosa
che da l'affanno mio sa liberarmi,
tu ch'ogni volta poi non sai parlarmi
e preda di quell'ansia rovinosa
ch'io t'ho passato insieme a l'altra cosa
raccolti i panni fremi per lasciarmi,
tu non sai che con tal comportamento
mi versi in core nettare e veleno,
ché il tuo lasciarmi aumenta il mio tormento
ma il ricordarmi del tuo corpo pieno
che si piega e si da' a mio piacimento
placa l'anima mia e mi fa sereno.
mercoledì 4 gennaio 2012
"Ospiti illustri" n° 1: Saffo
Saffo, fr. 31 V
traduzione di Attanasio Grunto
***
Mi appare come simile agli dei
l'uomo che a te di fronte
siede ed ascolta standoti vicino
le tue dolci parole
e il tuo amabile riso. Tutto questo
mi fa esplodere il cuore dentro al petto,
ché appena io ti vedo, d'improvviso
non mi è più consentito dire nulla
poiché la lingua mi si paralizza
mentre un fuoco sottile
mi scorre insinuante sulla pelle,
mi si appannano gli occhi
ed un ronzio riempie le mie orecchie,
il sudore mi bagna ed un tremore
mi prende tutta, e verde più dell'erba
divento, ed a me stessa
sembra ch'io ormai sia prossima a morire.
Ma tutto si sopporta...
traduzione di Attanasio Grunto
***
Mi appare come simile agli dei
l'uomo che a te di fronte
siede ed ascolta standoti vicino
le tue dolci parole
e il tuo amabile riso. Tutto questo
mi fa esplodere il cuore dentro al petto,
ché appena io ti vedo, d'improvviso
non mi è più consentito dire nulla
poiché la lingua mi si paralizza
mentre un fuoco sottile
mi scorre insinuante sulla pelle,
mi si appannano gli occhi
ed un ronzio riempie le mie orecchie,
il sudore mi bagna ed un tremore
mi prende tutta, e verde più dell'erba
divento, ed a me stessa
sembra ch'io ormai sia prossima a morire.
Ma tutto si sopporta...
lunedì 26 dicembre 2011
Stasera
Stasera non mi dare le parole
calmami col tuo corpo
scaldami col tuo fiato
intreccia le tue dita con le mie
rallenta il tempo, svelami il silenzio
e portami nel centro del tuo mondo
stringiti alle mie spalle e non lasciarmi
e muori accanto a me, e fai ch'io muoia...
Sorgerà il sole, e allora
potremo dirci che ci amiamo ancora.
calmami col tuo corpo
scaldami col tuo fiato
intreccia le tue dita con le mie
rallenta il tempo, svelami il silenzio
e portami nel centro del tuo mondo
stringiti alle mie spalle e non lasciarmi
e muori accanto a me, e fai ch'io muoia...
Sorgerà il sole, e allora
potremo dirci che ci amiamo ancora.
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