sabato 4 luglio 2015

Quattro minuti e sedici secondi

Che cazzo di giornata rallentata,
tra caldo, solitudine e doveri.
Tu sei lontano, e penso che era meglio,
che non mi succedeva quando c'eri.

Quando sei qui con me non trovo spazio
per fare tutto quello che ho da fare,
perché sei prepotente e prendi tutto:
il mio tempo, i miei sensi, il mio pensare.

E mi consolo quando te ne vai
pensando che avrò tempo, finalmente...
e invece passo il tempo inutilmente,
e mi domando spesso cosa fai.



venerdì 3 luglio 2015

Senza titolo #4

E' nei tuoi occhi che ritrovo il senso,
dentro i tuoi occhi grandi e luminanti:
quando ci penso, solo come adesso,
capisco perché vale andare avanti.
Perché vedo nel modo in cui  mi guardi,
quando mi guardi in quel tuo modo raro,
tutto il bello di me che io non vedo.

Potrei affrontare eserciti,
credere a tutto quello in cui non credo
e diventare quello che non sono,
ladro assassino ipocrita bugiardo,
soltanto per difendere un tuo sguardo.




martedì 30 giugno 2015

Il giorno più lungo

Dunque, lo sai qual è
la novità di oggi?
Che tutti gli orologi
hanno un secondo in più.

Questo perché la terra
ruota sul proprio asse,
e se non rallentasse
ci butterebbe giù!

venerdì 26 giugno 2015

Ospiti illustri n° 26: SCOTUS

SCOTUS, Supreme Court Of The United States, 26 giugno 2015 
#LoveWins

***

They ask for equal dignity
in the eyes of the law.
The Constitution
grants them that right.



martedì 23 giugno 2015

Ninna nanna (io sono la tua casa)

Non riesco a non guardarti mentre dormi
dormi sul mio divano, finalmente
e intanto il tuo respiro
dà vita alla mia casa
e mi risuona dentro, perché io
io sono la tua casa
e non c'è altro al mondo
noi due soltanto, soli
soli davanti a Dio
se ancora Dio ci guarda
e se così ha voluto
che fosse l'universo
il mio solo universo
l'unico che conosco
che vivo, che attraverso
e tutto il resto è fuori
se ancora esiste un fuori
ma tu sei dentro me
io sono la tua casa
e ancora veglierò sopra il tuo sonno
e ancora canterò per i tuoi sogni

     sei mela, ed io la buccia,
     sei cane, ed io la cuccia,
     sei tela, ed io cornice,
     io terra e tu radice,
     tu perla ed io conchiglia,
     io il porto e tu la chiglia,
     io fuoco e tu fenice,
     tu bimbo ed io nutrice

Dormi, tesoro mio, tra queste mura
tra le mie braccia non avrai paura.




venerdì 29 maggio 2015

Dante, i' so che Lapo e - guarda - anch'io

Anche questo sonetto è ispirato al gioco poetico della risposta per le rime. 
Il sonetto di partenza è il famoso "Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io", in cui Dante Alighieri immagina di fare un giro in barca con gli amici. Ho immaginato la risposta di Guido Cavalcanti.

***

Dante, i' so che Lapo e - guarda - anch'io
non s'è concordi al tuo ragionamento,
ch'ancora è troppo forte lo spavento
ch'ebbimo pel recente tramestio.

Rammenti? Mi dicesti «amico mio,
ho preso un fuoribordo ch'è un portento!
Te va a chiamare Lapo, e in un momento
si fa merenda all'Elba da mi' zio!».

Te ti ricordi che successe poi,
che t'infischiasti ch'io t'urlai «rallenta!»
e ti scontrasti con l'incrociatore?

E ancora vuoi giocare all'armatore?
Portaci Vanna, Lagia e l'altre trenta,
ma non sperar che ci si venga noi!



venerdì 1 maggio 2015

Da Nice a Pietro

Nel blog Vibrisse, Giulio Mozzi ha proposto un gioco poetico che consiste nel rispondere per le rime a una poesia più o meno famosa del passato (le regole si trovano qui). 
Ho immaginato la risposta data da Nice a quanto affermato da Metastasio (Pietro Trapassi) ne "La partenza" (qui su vibrisse). 

domenica 12 aprile 2015

Ospiti illustri n° 25: Giosuè Carducci

Giosuè Carducci, da Rime nuove, 1887 
PIANTO ANTICO

***

L'albero a cui tendevi
La pargoletta mano,
Il verde melograno
Da' bei vermigli fior

Nel muto orto solingo
Rinverdì tutto or ora,
E giugno lo ristora
Di luce e di calor.

Tu fior de la mia pianta
Percossa e inaridita,
Tu de l'inutil vita
Estremo unico fior,

Sei ne la terra fredda,
Sei ne la terra negra;
Né il sol più ti rallegra
Né ti risveglia amor.



domenica 5 aprile 2015

La pioggia in autostrada

Taci. Mi distoglie
il pianto e non odo
parole che dice
Isoradio, ma odo
parole tue sole
che querule tornano a storie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nove e tre quarti.
Piove su le escavatrici
nei cantieri sparsi,
piove su i Tir
scontrosi ed erti,
su gli inesperti
pulmini,
su le vetture adiacenti
dai fari smorti,
su i segnali storti
dei veicoli lenti,
piove su i nostri volti
stravolti,
piove su le nostre maglie
intrise,
e su i rivestimenti
leggieri
di questa cabriolet
che ormai non si chiude
(che iella!),
su la mia manovella
che ieri
tu usasti, che oggi perdesti,
o Ermione.

venerdì 20 marzo 2015

Ospiti illustri n° 24: Luciano Folgore

Luciano Folgore, da Poeti controluce, 1922 
LA PIOGGIA SUL CAPPELLO

***

Silenzio. Il cielo
è diventato una nube,
vedo oscurarsi le tube,
non vedo l'ombrello
ma odo sul mio cappello
di paglia,
da venti dracme e cinquanta
la gocciola che si schianta,
come una bolla,
tra il nastro e la colla.
Per Giove, piove
sicuramente,
piove sulle matrone
vestite di niente,
piove sui bambini
recalcitranti,
piove sui mezzi guanti
turchini,
piove sulle giunoni,
sulle veneri a passeggio,
piove sovra i catoni,
e, quello ch'è peggio,
piove sul tuo cappello
leggiadro,
che ieri ho pagato,
che oggi si guasta;
piove, governo ladro!...