giovedì 19 novembre 2015

Fado

Danzo con la tua voce, amore mio,
la cosa più vicina che ho di te,
la voce che mi stringe di parole
e mi accarezza calda come un fiato,
come un tocco leggero sulla pelle,
e mi riempie il cuore, mio malgrado,
di una tristezza dolce come un fado.

     Que importa que o coração 
     diga que sim ou que não, 
     se continua a viver. 

Mi resta la tua voce, amore mio,
appiccicata addosso come il sale,
a darmi forza lungo la tua assenza,
la voce che ti crea se chiudo gli occhi
e ogni volta mi svela il tuo sorriso,
la voce che mi segue ovunque vado,
malinconica e bella come un fado.

     Que importa que o coração
     diga que sim ou que não,
     se continua a viver.



lunedì 12 ottobre 2015

Le parole

Non basta il sentimento,
questo improvviso stringersi del petto,
quest'emozione sempre differente
da tutte le parole che mi estorce;
servono le parole, e ho solo quelle
per regalare questo mio sentire,
di questo è fatto quello che so fare:
d'emozione, di suoni, di parole
e di questo donare sottovoce,
come di una puttana vergognosa.
Ma sono soprattutto le parole,
belle come son belli gli aquiloni
di carta colorata dai bambini
che volano splendenti in mezzo al cielo
e guarda, guarda quello:
guardalo quanto è bello
e quanto vola alto, tocca il sole...
Ci sembrano leggere le parole,
come sono leggeri gli aquiloni;
forse non è così, ma sono belle,
se lasci andare il filo puoi pensare
che arrivino magari fra le stelle!



venerdì 9 ottobre 2015

Ospiti illustri n° 27: Luigi Tenco

Luigi Tenco, da Luigi Tenco, 1965
VEDRAI VEDRAI

***

Quando la sera
me ne torno a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi con quella tenerezza
come fossi un bambino che ritorna deluso

si lo so che questa
non è certo la vita
che ho sognato un giorno per noi

     vedrai, vedrai
     vedrai che cambierà
     forse non sarà domani
     ma un bel giorno cambierà
     vedrai, vedrai
     non son finito, sai
     non so dirti come e quando
     ma vedrai che cambierà

preferirei
sapere che piangi
che mi rimproveri di averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me tutto quello che viene

mi fa disperare
il pensiero di te
e di me che non so darti di più

     vedrai, vedrai
     vedrai che cambierà
     forse non sarà domani
     ma un bel giorno cambierà
     vedrai, vedrai
     no, non son finito, sai
     non so dirti come e quando
     ma un bel giorno cambierà.



lunedì 5 ottobre 2015

Non abbiamo danzato io e te

Non abbiamo danzato io e te
né camminato mano nella mano
non ci siamo fermati in mezzo al mondo
per guardarci negli occhi e darci un bacio
oh, tu sei fortunato
ché non hai mai voluto queste cose
ma io le avrei volute
(lo so che non ti piace di sentirlo)
avrei voluto accarezzarti ovunque
senza dover pensare a chi ci guarda
sono piccole cose, non è vero?
eppure così grandi, così grandi...
si sopravvive, come a una ferita
come ad un taglio inferto in mezzo al petto
ch'è ormai solo una vecchia cicatrice
quelle che senti quando cambia il tempo.
Ma brucia ancora, e il tempo qui non cambia.



martedì 15 settembre 2015

Lascia che ti racconti

Lascia che ti racconti - è storia vera! -
quello che mi è successo ieri sera.

Mentre venivo verso casa tua,
l'angelo della fonte
che gorgheggia tranquillo in via Paolina
mi ha visto e ... indovina? ...
ha cominciato a svolazzarmi in fronte,
danzando come fanno le farfalle
sui fiori dell'estate,
o come sopra gli alberi le fate.

venerdì 11 settembre 2015

Esquilino

Felice la barbona dell'Olmata
che ti vede passare, amore mio:
così potessi anch'io
vederti quando inizia la giornata.

Felice quella fonte in via Paolina
che ti bacia le labbra, amore mio:
così potessi anch'io
baciarti quando passi la mattina.

Felici sono i muri, sono i sassi,
ogni lastrone ed ogni sampietrino
che lungo l'Esquilino
ascoltano il rumore dei tuoi passi.

Ma cento volte più felice il vento
che ti sfiora i capelli, amore mio:
così potessi anch'io
sfiorarti cento volte, e ancora cento.



venerdì 28 agosto 2015

Camminata notturna

Lascio Niguarda a piedi. Questa sera
non ho più fretta di tornare a casa.
A passo lento cambierò il tragitto
per raggiungere un letto ed un soffitto.

Mi sento perso, e ho il sale dentro agli occhi,
ma ancora voglio perdermi stasera.
Cammino e sento il cuore come ghisa,
come un muro scrostato alla Bovisa.

Cosa dovrei pensare, a quale forza,
a quale tempo, a quale soluzione?
Non ho più voglia di pensare a dio:
in questa strada passo solo io.

Ho voglia di pensare ad un ragazzo
che non conosco ancora, alla sua voce
e a quel suo sguardo obliquo da cattivo...
Ho voglia di sentirmi ancora vivo.




mercoledì 19 agosto 2015

It's raining cats and dogs

Di colpo, a un abbaiare giù in cortile
rispondono altri cani per la strada
e nei palazzi intorno, e mi distraggo
e poso il libro sopra il comodino.
Tolgo gli occhiali e mi stropiccio a lungo
(dovrò fare la barba domattina).
Mi accorgo di altri suoni, di altre voci,
di corse e di risate con la spesa,
mentre nel vano della mia finestra
gli uccelli si rincorrono, impauriti
da nuvole che arrivano veloci.
Poi ritorna un silenzio, ma stavolta
manca la calma. Tutto il mondo intorno
è carico d'attesa. D'improvviso
la tenda si contorce in preda al vento
e il silenzio si rompe un'altra volta,
l'ultima, e sento porte e bimbi e cani
donne e risate e grida e motorini.
Mi avvicino e respiro di quell'aria,
poi chiudo e guardo l'acqua contro il vetro.

Non leggo più. Cazzeggio su instagram
ed incontro per caso il gatto Pietro
che si diverte a mordere un orecchio.
Lo faceva anche Ciccio, mi ricordo,
ma era vent'anni fa. Mi sento vecchio.



venerdì 14 agosto 2015

Il vento

Come un filo di vento
fresco d'un suo profumo inaspettato
s'insinua lieve dentro le fessure
delle persiane opposte al solleone,
ma il tempo di sentirlo e più non dura
e torna al sopravvento la calura;

così mi sei apparso,
con lo sguardo lucente dei ragazzi
ch'eravamo noi due, felici allora,
e non sembra trascorsa un'altra vita...
ma un giorno solo e già ti porta via
un altro treno, ed anche l'allegria.





martedì 28 luglio 2015

Gli amanti

Noi due non siamo fatti
del tempo che passiamo in mezzo agli altri
ma di quei pochi istanti
rubati come rubano i bambini
vissuti con l'azzardo degli amanti
in una strada buia o contro un muro
pericolosamente al primo piano.
Non so quanto sia giusto. Non importa.
Il tuo corpo confonde i miei timori
e non voglio curare la ferita
voglio solo sentire la tua pelle
e il tuo sapore sotto le mie dita.