martedì 3 maggio 2016

Forse se fossi mio

Forse se fossi mio
non ti amerei così 
forse sarebbe dolce 
ma certo non così 
ogni volta ti perdo 
e questo mio morire 
è dolce, e quanto non lo so mai dire. 



lunedì 18 aprile 2016

Ospiti illustri n° 29: Le Orme

Le Orme, da Smogmagica, 1975 
AMICO DI IERI 

***

Vento d'autunno, intriso di sabbia
posi il tuo velo sulla città
il deserto è la tua culla
non conosco la tua età.

Porti il ricordo di antichi pionieri
spinti da un sogno di libertà
hai disperso i loro canti
li hai guidati verso il mare
a una nuova realtà.

Vento d'autunno, amico di ieri
oggi nessuno si cura di te
la tua voce che si alza
toglie il sonno a chi riposa
sporca solo la città.



mercoledì 24 febbraio 2016

Un uomo

Seduto stretto in mezzo ai tuoi pensieri
dov'eri già seduto l'altro ieri
tra le mani un telefono o qualcosa
o, come adesso, solo un cerchio d'oro
che ruota lento attorno a una falange
mentre lo sguardo lieve si riposa
immerso dentro gli occhi di un ragazzo
chissà che cosa pensi, e cosa speri
forse che non si accorga del tuo mondo
per lasciarti nuotare ancora un poco
nel lago dei suoi occhi.
                                      Poi mi vedi
e sbagli a interpretare il mio sorriso
e lesto abbassi gli occhi e increspi il viso
e certo incolpi me, così indiscreto
da avere indovinato il tuo segreto.



sabato 20 febbraio 2016

Lo specchio

«Papà, ti ho portato lo specchio, 
così ti puoi fare la barba».
Ti aiuto a sederti sul letto,
poi me ne sto lì dirimpetto.

Osservo le guance scavate,
le dita ostinate e sottili
e il camice senza laccetto
e l'ago infilato nel petto.

«Stasera, se vai dalla mamma, 
le dici di stare tranquilla, 
di avere pazienza un pochetto 
ché io ancora un po' e mi rimetto».

E poi mi sorridi, e con gli occhi
mi chiedi di dirti che è vero.
Sorrido, annuisco. E fa effetto,
la prima bugia che ti ho detto.



giovedì 4 febbraio 2016

Cronaca di una morte annunciata

Dichiara padre Livio: «Dissoluta,
come l'Apocalisse testimonia,
mi sembra questa qui, la prostituta,
la grande meretrice Babilonia!

Signora Cirinnà, si crede astuta,
ma brindi pure a questa sua fandonia,
a una vittoria ancora non compiuta...
Glielo dico così, senza acrimonia:

sebbene il suo decreto sia immorale,
lurido, biasimevole ed indegno,
non le auguro, creda, nessun male;

soltanto le ricordo - senza impegno -
che un giorno arriverà il suo funerale!».
Risponde Cirinnà: «Mo' me lo segno».



martedì 2 febbraio 2016

Ospiti illustri n° 28: Ivano Fossati

Ivano Fossati, da L'arcangelo, 2006 
DENNY 

***

Non c'è giustizia né pace
qua intorno,
tutte le ore di un anno
e tutto il tempo del giorno,
io giù da un letto sicuro mi butto alle sei,
un caffè d'acqua sottile ti porto.

Nessuno sa e nessuno nemmeno capisce,
nessuno vede l'amore, nessuno lo intuisce,
io fra i tuoi occhi splendenti
ci sto perduto nel mezzo,
se accendessi un'altra luce non la vedrei.

Non c'è lavoro né pace
qua intorno,
non c'è futuro né paga
qua in fondo,
c'è il mio capo al cancello che aspetta,
un'altra sigaretta, poi vado.

E lui di certo non sa e di certo non capisce,
lui non lo vede l'amore e nemmeno lo intuisce,
io fra i tuoi occhi splendenti
sto perduto nel mezzo,
se si accendesse un'altra luce non la vedrei.

Certi giorni non so nemmeno come pregare,
certe volte non so davvero cosa aspettare,
certe notti sono sicuro che sbaglio io:
toccami la mano e lo saprò.

Non c'è giustizia né pace
qua intorno,
tutte le ore di un anno
e tutto il tempo del giorno,
io giù da un letto sicuro mi butto alle sei,
un caffè d'acqua sottile ti porto, Denny.
 
Nessuno sa e nessuno nemmeno capisce,
nessuno vede l'amore, qualcuno lo intuisce,
sto fra i tuoi occhi splendenti
perché l'attimo è ora:
toccami la mano e ti sentirò,
toccami la mano e capirò,
accendi quella luce e la vedrò.



giovedì 7 gennaio 2016

Preghiera del 7 gennaio (filastrocca dei cattivi)

Gesù, che ogni volta ritorni
per dare speranza a noi vivi,
che scendi tra gli alberi adorni
di gemme e di frutti tardivi
e al suono di cembali e corni
t'inebri dei cori giulivi...
trascorsi i tuoi tredici giorni,
ritorna a pensare ai cattivi.

venerdì 25 dicembre 2015

Tre bimbe

Questo sonetto è un regalo di Natale. E' per il mio amico Bruno e per la sua bella famiglia. 
La voce narrante è la sua.

***

Girano intorno alla mia scrivania:
l'una declama, l'altra trotterella.
«Amore, lascia in pace tua sorella,
lascia che impari la sua poesia!»

Si ferma. Si avvicina. Pronti?... via! 
«Papi, qual è la poesia più bella?».
Sorrido, e mentre stringo le budella
sento avanzare in me la disforia.

«La po... la po...» L'apoplessia mi spezza.
Le due bimbe mi guardano. Ma poi...
ma poi vedo mia moglie che accarezza

la piccolina, e c'è negli occhi suoi
un'incommensurabile dolcezza...
«La più bella, tesoro, siete voi!»



giovedì 19 novembre 2015

Fado

Danzo con la tua voce, amore mio,
la cosa più vicina che ho di te,
la voce che mi stringe di parole
e mi accarezza calda come un fiato,
come un tocco leggero sulla pelle,
e mi riempie il cuore, mio malgrado,
di una tristezza dolce come un fado.

     Que importa que o coração 
     diga que sim ou que não, 
     se continua a viver. 

Mi resta la tua voce, amore mio,
appiccicata addosso come il sale,
a darmi forza lungo la tua assenza,
la voce che ti crea se chiudo gli occhi
e ogni volta mi svela il tuo sorriso,
la voce che mi segue ovunque vado,
malinconica e bella come un fado.

     Que importa que o coração
     diga que sim ou que não,
     se continua a viver.



lunedì 12 ottobre 2015

Le parole

Non basta il sentimento,
questo improvviso stringersi del petto,
quest'emozione sempre differente
da tutte le parole che mi estorce;
servono le parole, e ho solo quelle
per regalare questo mio sentire,
di questo è fatto quello che so fare:
d'emozione, di suoni, di parole
e di questo donare sottovoce,
come di una puttana vergognosa.
Ma sono soprattutto le parole,
belle come son belli gli aquiloni
di carta colorata dai bambini
che volano splendenti in mezzo al cielo
e guarda, guarda quello:
guardalo quanto è bello
e quanto vola alto, tocca il sole...
Ci sembrano leggere le parole,
come sono leggeri gli aquiloni;
forse non è così, ma sono belle,
se lasci andare il filo puoi pensare
che arrivino magari fra le stelle!