Dicono che l'amore
all'uomo gli abbisogna,
che ognuno se lo sogna
se non ce l'ha per se.
Io penso che è un errore,
o - peggio - una menzogna,
ché a me sembra una rogna
l'amore che ho per te.
Pure se non ci sei
mi resti sempre addosso,
ed io divento matto
ché dai pensieri miei
rimuoverti non posso
nemmeno se mi gratto.
domenica 23 febbraio 2014
martedì 4 febbraio 2014
Ospiti illustri n° 18: Franco Battiato
Franco Battiato, da Mondi lontanissimi, 1985
L'ANIMALE
***
Vivere non è difficile,
potendo poi rinascere
cambierei molte cose,
un po' di leggerezza e di stupidità.
Fingere, tu riesci a fingere
quando ti trovi accanto a me,
mi dai sempre ragione
e avrei voglia di dirti che è meglio se sto solo.
Ma l'animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai,
si prende tutto, anche il caffè,
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai,
e non sa attendere,
e l'animale che mi porto dentro vuole te.
Dentro me segni di fuoco
e l'acqua che li spegne,
se vuoi farli bruciare
tu lasciali nell'aria, oppure sulla terra.
Ma l'animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai,
si prende tutto, anche il caffè,
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai,
e non sa attendere,
e l'animale che mi porto dentro vuole te.
L'ANIMALE
***
Vivere non è difficile,
potendo poi rinascere
cambierei molte cose,
un po' di leggerezza e di stupidità.
Fingere, tu riesci a fingere
quando ti trovi accanto a me,
mi dai sempre ragione
e avrei voglia di dirti che è meglio se sto solo.
Ma l'animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai,
si prende tutto, anche il caffè,
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai,
e non sa attendere,
e l'animale che mi porto dentro vuole te.
Dentro me segni di fuoco
e l'acqua che li spegne,
se vuoi farli bruciare
tu lasciali nell'aria, oppure sulla terra.
Ma l'animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai,
si prende tutto, anche il caffè,
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai,
e non sa attendere,
e l'animale che mi porto dentro vuole te.
giovedì 23 gennaio 2014
Sit tibi terra levis
"Cosa cazzo ti piangi, sei coglione?".
Mi sembra di sentirti
mentre mi asciugo gli occhi col maglione.
E si, forse hai ragione:
a cosa vuoi che serva il mio dolore
se tu non puoi vederlo,
se io dovrò scordarlo già domani...
domani dovrò vivere,
e allora tanto vale farlo adesso
qui, chiuso in questo cesso
dove ho nascosto il viso tra le mani.
Un poco d'acqua fresca
per lavare le lacrime e il dolore,
un respiro profondo
prima di ritornare in mezzo al mondo.
Ma tu non passerai dentro di me,
ritornerai a cercarmi
quando sarò da solo
e parlerai con me
mentre starò bevendo quel caffè.
Ti sia lieve la terra, amico mio,
com'era lieve il tuo modo di fare.
Se un altro luogo esiste
spero che t'assomigli,
sarebbe un gran bel posto dove stare.
Mi sembra di sentirti
mentre mi asciugo gli occhi col maglione.
E si, forse hai ragione:
a cosa vuoi che serva il mio dolore
se tu non puoi vederlo,
se io dovrò scordarlo già domani...
domani dovrò vivere,
e allora tanto vale farlo adesso
qui, chiuso in questo cesso
dove ho nascosto il viso tra le mani.
Un poco d'acqua fresca
per lavare le lacrime e il dolore,
un respiro profondo
prima di ritornare in mezzo al mondo.
Ma tu non passerai dentro di me,
ritornerai a cercarmi
quando sarò da solo
e parlerai con me
mentre starò bevendo quel caffè.
Ti sia lieve la terra, amico mio,
com'era lieve il tuo modo di fare.
Se un altro luogo esiste
spero che t'assomigli,
sarebbe un gran bel posto dove stare.
mercoledì 1 gennaio 2014
Ospiti illustri n° 17: Alda Merini
Alda Merini, da Vuoto d'amore, 1991
LE OSTERIE
***
A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell'eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l'acre vapore del vino
indenne,
meglio l'ubriacatura del genio,
meglio si meglio
l'indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d'oro.

LE OSTERIE
***
A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell'eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l'acre vapore del vino
indenne,
meglio l'ubriacatura del genio,
meglio si meglio
l'indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d'oro.

sabato 28 dicembre 2013
Avverso ogni destino
Avverso ogni destino
e contro ogni minaccia
voglio restare qui, tra le tue braccia,
fin quando questo nodo
non scioglierà la morte,
nella cattiva e nella buona sorte.
Sarò guerriero e scudo,
spezzerò mille spade,
eroe che si rialza quando cade,
finché l'ultima lama
reciderà l'abbraccio
e allora sarò fuoco e sarò ghiaccio.
e contro ogni minaccia
voglio restare qui, tra le tue braccia,
fin quando questo nodo
non scioglierà la morte,
nella cattiva e nella buona sorte.
Sarò guerriero e scudo,
spezzerò mille spade,
eroe che si rialza quando cade,
finché l'ultima lama
reciderà l'abbraccio
e allora sarò fuoco e sarò ghiaccio.
domenica 15 dicembre 2013
Nel tempo di un abbraccio
Tu dunque, Bruno, preferisci il fuoco
ch'è veloce e pietoso,
e annichilisce nella sua calura
finanche la paura.
Il ghiaccio, lo capisco, è più crudele:
esegue la sentenza
con un'affilatissima pazienza
e come un vecchio boia ti tortura
con i coltelli della sofferenza.
Io lo capisco il fuoco:
il tempo del dolore
è meglio che sia poco.
Ma il tempo della morte,
quando avrò la coscienza
che ancora poco e dovrò farne senza,
quando comprenderò l'idea del tempo
e il dolore del mondo
e il senso lacerante dell'assenza...
l'attimo prima ch'io diventi perso
giustifica il più gelido universo!
Per questo, Bruno, preferisco il ghiaccio:
per stringermi al suo corpo o al suo ricordo
e spegnermi nel tempo di un abbraccio.
ch'è veloce e pietoso,
e annichilisce nella sua calura
finanche la paura.
Il ghiaccio, lo capisco, è più crudele:
esegue la sentenza
con un'affilatissima pazienza
e come un vecchio boia ti tortura
con i coltelli della sofferenza.
Io lo capisco il fuoco:
il tempo del dolore
è meglio che sia poco.
Ma il tempo della morte,
quando avrò la coscienza
che ancora poco e dovrò farne senza,
quando comprenderò l'idea del tempo
e il dolore del mondo
e il senso lacerante dell'assenza...
l'attimo prima ch'io diventi perso
giustifica il più gelido universo!
Per questo, Bruno, preferisco il ghiaccio:
per stringermi al suo corpo o al suo ricordo
e spegnermi nel tempo di un abbraccio.
venerdì 13 dicembre 2013
mercoledì 11 dicembre 2013
Cosa ne sanno gli altri del mio amore?
Cosa ne sanno gli altri del mio amore
che non hanno mai letto nel mio sguardo,
che sanno tutto quello che gli piace
del personaggio, e niente dell'attore...
Cosa ne sanno gli altri del mio amore?
E tu, di questo amore, che ne sai?
Quando riappari dentro la mia vita,
cosa ti resta, quando mi raccogli,
quando mi tocchi, quando te ne vai?
Di questo amore, tu cosa ne sai?
Io pure mi ci metto in questo stuolo,
ch'io pure non so nulla dell'amore.
Se ne sapessi, ti saprei fermare.
Ma non so farlo, e me ne resto solo
come una barca incatenata al molo.
che non hanno mai letto nel mio sguardo,
che sanno tutto quello che gli piace
del personaggio, e niente dell'attore...
Cosa ne sanno gli altri del mio amore?
E tu, di questo amore, che ne sai?
Quando riappari dentro la mia vita,
cosa ti resta, quando mi raccogli,
quando mi tocchi, quando te ne vai?
Di questo amore, tu cosa ne sai?
Io pure mi ci metto in questo stuolo,
ch'io pure non so nulla dell'amore.
Se ne sapessi, ti saprei fermare.
Ma non so farlo, e me ne resto solo
come una barca incatenata al molo.
martedì 26 novembre 2013
Ospiti illustri n° 16: Robert Frost
Robert Frost, Fire and Ice
traduzione di Attanasio Grunto
***
FUOCO E GHIACCIO
Certi dicono che sarà nel fuoco
che il mondo finirà, certi nel ghiaccio.
Per quello che ne so del desiderio,
io sto con quelli che hanno caro il fuoco.
Ma se dovessi estinguermi due volte,
io penso di saperne tanto d'odio
da dire che una fredda distruzione
resta altrettanto grande.
E basterebbe.
Some say the world will end in fire, / Some say in ice. / From what I’ve tasted of desire / I hold with those who favor fire. / But if it had to perish twice, / I think I know enough of hate / To say that for destruction ice / Is also great. / And would suffice.
traduzione di Attanasio Grunto
***
FUOCO E GHIACCIO
Certi dicono che sarà nel fuoco
che il mondo finirà, certi nel ghiaccio.
Per quello che ne so del desiderio,
io sto con quelli che hanno caro il fuoco.
Ma se dovessi estinguermi due volte,
io penso di saperne tanto d'odio
da dire che una fredda distruzione
resta altrettanto grande.
E basterebbe.
Some say the world will end in fire, / Some say in ice. / From what I’ve tasted of desire / I hold with those who favor fire. / But if it had to perish twice, / I think I know enough of hate / To say that for destruction ice / Is also great. / And would suffice.
sabato 23 novembre 2013
Resta
Eccomi ancora solo,
lontano dal tuo corpo,
dal tuo respiro, dalle tue parole.
L'ultima mi è rimasta nella testa.
Quando mi hai detto "resta".
lontano dal tuo corpo,
dal tuo respiro, dalle tue parole.
L'ultima mi è rimasta nella testa.
Quando mi hai detto "resta".
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