venerdì 12 luglio 2013

Sonetto dell'innocente vilipeso

Nel blog Vibrisse, Giulio Mozzi ha scritto un sonetto (che si trova qui) in cui racconta di un'indebita appropriazione di biglie; il tutto partendo da un verso di Cavalcanti. 
Ho immaginato una possibile risposta, basata su versi danteschi.

***

Tanto gentile e tanto onesta pare
la tua sortita in merito alle biglie
che chi l'ascolta si fa meraviglie
e pensa ch'io sia nato per truffare.

Ma, Guido: a chi la stiamo a raccontare?
Ché tu le desti a Lapo le tue biglie
e lui se n'è riempito le bottiglie...
e adesso a me le vieni a reclamare?

Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io
mostrassimo ciascun le biglie nostre:
mostrate 'l vostro, ch'io vi mostro 'l mio!

Che a furia di sentir le bugie vostre
sento alle mani un tal formicolio...
E insomma: a me mi girano... le giostre!!

(Comunque, a ben guardare,
le biglie che prestasti erano rosse
e tali io ne ho due, ma son più grosse!)




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